
- Articolo del Corriere Della Sera in nazionale
- 24 marzo 2018 (modifica il 24 marzo 2018 | 19:49)
STORIE DI MALNUTRIZIONE E POVERTÀ
«L’altra infanzia», il docu-film che punta a Cannes
Il regista Giuseppe Aquino racconta l’infanzia vissuta nelle strettoie economiche delle famiglie disagiate. «Quasi un milione e mezzo di bambini vive nella povertà assoluta»

I bambini e la povertà: un binomio drammatico. Non a caso si intitola «L’altra infanzia» il docu-film di Giuseppe Aquino, perché di un’altra infanzia si tratta, quella vissuta nelle misere strettoie economiche delle famiglie disagiate. «Quasi un milione e mezzo di bambini vive nella povertà assoluta e più del doppio in povertà relativa — spiega il regista e sceneggiatore —. Su 10 bambini, almeno la metà soffre di intolleranza al latte vaccino e il cosiddetto latte speciale costa 20 euro a bottiglia, che dura un giorno e mezzo. Quando il pediatra diagnostica tale intolleranza, per le famiglie povere è una notizia a dir poco preoccupante: sono necessari circa 2-300 euro al mese per almeno un paio d’anni».
Su questi dati allarmanti si basa il docu-film: un viaggio attraverso la malnutrizione, dove le storie vere sono raccontate tramite una vicenda inventata, intrecciandosi con interviste a medici e operatori sociali. Racconta Aquino: «I miei protagonisti sono un giovane benzinaio, Mario, e sua moglie Stefania. Hanno una bimba di due anni che è intollerante al latte vaccino. Il loro unico punto di riferimento familiare, affettivo e anche economico è l’anziano nonno (Carlo Delle Piane), che però è stato ricoverato d’urgenza in ospedale. I due coniugi non sanno come fare per affrontare il problema, perché i conti non tornano. E, inevitabilmente, tra marito e moglie iniziano gli screzi, l’incomprensione. Dai litigi alla disperazione il passo è breve. «Mario supplicherà il nonno di rinunciare al definitivo ritiro, per tornare a vivere in famiglia fornendo l’irrinunciabile contributo economico».
Il film, presentato alla selezione per il prossimo Festival di Cannes, è sostenuto dal sindacato nazionale dei pediatri italiani e contiene le riflessioni di esperti come il neuropsichiatra infantile dell’ospedale Bambino Gesù, Stefano Vicari, che dice: «È provato che gli stili di vita causano le malattie: la povertà è un fattore determinante». L’altra infanzia, dunque, suona come una denuncia: «Sì — conclude Aquino — ma senza gridare. Voglio solo sollecitare interrogativi».
24 marzo 2018 (modifica il 24 marzo 2018 | 19:49)
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Il regista Giuseppe Aquino premiato con il premio Natura e Ambiente 2023, premio ogni due anni.
in 21 edizioni solo 12 premi assegnati il precedente assegnato a Jeremy Rifkin, premi nobel e fondatore WWF
COMUNICATO STAMPA PER GIORNALISTI
Comunicato per i giornalisti
Il Maestro del Cinema e dell’Impegno Sociale: Giuseppe Aquino Riceve il Premio “Natura e Ambiente”
di REDAZIONE Festival Internazionale del Cinema Naturalistico Ambientale
In occasione del Festival Internazionale del Cinema Natura e Ambiente alla sua 21esima edizione che si terrà sabato 25 Novembre alle ore 18:00 allo storico teatro Teatro Piceno Comunale di Atri Teramo
Oggi è un giorno speciale, in cui ci apprestiamo a conferire il prestigioso Premio Natura e Ambiente a un maestro del cinema, Giuseppe Aquino.
Il Premio Natura e Ambiente, assegnato ogni due anni, rappresenta uno degli onori più significativi che il festival conferisce, affiancandosi a illustri premiati come Jeremy Rifkin nel 2018, Kuki Gallmann, Lucrezia Durini (2008), Takis Panagiotis (2007) Nis Van Bemmelem (2000) Fulco Pratesi fondatore e Presidente del WWF e altri verrà presentato per la quarta volta da Osvaldo Bevilacqua, presentato anche per tre volte da Licia Colò, due volte da Sveva Gramola, due volte da Maria Teresa Ruta, veronica Maya e tanti altri. Il premio Natura e Ambiente quest’anno verrà consegnato dal Colonnello dei Carabinieri Luca Brugnola Comandante della Forestale di Teramo.
Quest’anno, i riflettori si posano su Giuseppe Aquino, regista straordinario il cui lavoro ha lasciato un’impronta indelebile sulla settima arte.
Giuseppe Aquino non è solo un maestro del cinema, ma un faro ispiratore che guida nuove generazioni di cineasti e attivisti. Il Premio Natura e Ambiente è un riconoscimento ben meritato per un artista che ha dedicato la sua vita a narrare storie che non solo intrattengono ma trasformano il mondo che ci circonda.
Considerato dal Festival C.N.A. come uno dei registi più influenti di Europa, per gli anni di attività, premi e riconoscimenti ricevuti, tecniche innovative registrate, risultati sociali
raggiunti con i suoi film, per il lavoro di sensibilizzazione per l’ambiente i cambiamenti climatici. Sarà premiato ad Atri, al Teatro Piceno dal Col.Carabinieri Luca Brugnoli, Comandante Forestale di Teramo. Presenta Osvaldo Belvilacqua Continua a leggere

TG2 RAI Giuseppe Aquino intervista
Intervista al regista Giuseppe Aquino al TG2 RAI per il suo ultimo film QUARANTENA LIVE
Intervista al regista Giuseppe Aquino in diretta al TG di RAI NEWS 24
Articolo pagina intera al regista Giuseppe Aquino sul quotidiano di Benevento IL SANNIO Pagina 8 cultura e spettacolo Dal titolo Aquino racconta la Quarantena di Gabriele Palladino edizione del 6 agosto del 2020
“Quarantena Live – The Film”

In tempo di lockdown Giuseppe Aquino, noto regista romano di origini partenopee, precisamente di San Giorgio a Cremano -la cittadina all’ombra del Vesuvio che, tra l’altro, ha dato i natali a personaggi illustri come Massimo Troisi e Alighiero Noschese nonché residenza di Luca Giordano famoso pittore barocco del cui artista la chiesa madre di Pontelandolfo ne custodisce alcune opere di grande valore -, ha pescato nel buio dell’incertezza, nuove e più profonde motivazioni, timbrando un capolavoro cinematografico straordinario che consente all’Italia di aggiudicarsi un primato mondiale imbattibile: “Quarantena Live – The Film” di Aquino, infatti, è il primo film al mondo girato interamente in fase di lockdown, straordinario! E’ un film che va oltre ogni immaginabile confine, un film, prodotto da Caravan Films Rome, che racconta della pandemia sconfinando i canoni meramente documentaristici, per diventare una storia fatta di storie, di storie vere che tra loro si intrecciano e si legano attraverso una trama, semplice e profondamente significativa: la gioia di un matrimonio avvenuto nei primi giorni di marzo spenta poco dopo dall’interruzione forzata del viaggio di nozze a causa del decretato lockdown. Improvvisamente il mondo sprofonda nel dramma, nella paura, nel terrore per l’imperversare del coronavirus. Dopo le sconcertanti notizie provenienti dall’oriente, in breve non è solo la città cinese di Wuhan a cadere sotto i colpi del male invisibile, ma è l’intero pianeta Terra ad essere coinvolto e l’Italia risulta uno dei paesi più interessati dalla debacle sanitaria. Il numero dei morti da Covid-19 sale vertiginosamente con il passare delle ore, in breve le terapie intensive sono al collasso, si vive nell’isolamento, molte sono le comunità blindate per l’espandersi dei focolai, non si esce di casa se non per l’acquisto dei beni di prima necessità, nessuno va da nessuna parte per i divieti istituzionali imposti: è la fine del mondo ha pensato qualcuno. Questo racconta “Quarantena Live”, una storia che nasce da una gioia, vive il dramma dell’emergenza sanitaria, si apre alla speranza, con un messaggio che ci riporta alla mente“’A livella”, capolavoro poetico del principe Antonio De Curtis, allorquando leggiamo “… nu re, nu magistrat’, nu grand’omm’ trasenn’stu canciell’ ha perso tutto, la vita e pur o nomm’ …”, in egual modo la pandemia è un livella che azzera ogni cosa, non esiste ricchezza e non esiste povertà, non esistono differenze sociali, non esiste quello che esiste, come dice l’indimenticabile Totò: “ognuno comme a n’ato è tale quale”. Tutti gli attori e le attrici del film, sono per lo più parenti o amici dei novelli sposi, ognuno vive e racconta la sua storia, ognuno di essi, dall’avvocato al medico, dalla coppia di sposi all’infermiera, dalla studentessa all’operaio, affronta l’inaspettato difficile momento storico nello smarrimento e nell’incertezza per un futuro che appare più che mai sbiadito. Ecco, proprio nel momento in cui il mondo è alla deriva e la razza umana sta precipitando nel buio profondo del baratro, la paura della fine della vita degli uomini è motivo di innesco della fiammella della speranza, appesa a un filo sottile che diventa forte e resistente, e mai si spezzerà se l’uno sostiene l’altro nella fede e nell’amore. Il film chiuso e montato a fine maggio aveva bisogno di un sigillo di rispetto e registrare una data ufficiale di chiusura, per questo il regista ha spedito il film in selezione alla Biennale la prima settimana di giugno per la 77° Mostra Cinematografica di Venezia, ricevendo a luglio una lettera di merito e vive congratulazioni dal direttore Alberto Barbera. La pellicola si apre sullo scorrere delle immagini di Morcone un paese che riassume le straordinarie bellezze italiane rappresentate in un opera internazionale. “Tanto Sannio in questo film”, ha sottolineato Aquino, che vede la partecipazione di significativo rilievo di Vanni Miele che insieme a Filippo Lui ha curato la colonna sonora, l’attore Nazzareno Orlando nel ruolo di scrittore e ancora Annamaria Mastranutono insieme al marito Luigi Trigili, Maresa Calzone giornalista di Benevento, per finire con LAB TV partner esecutivo del film. Se c’è tanto odore di Sannio è proprio grazie ai profumi dell’arte culinaria di Annamaria Mastrantuono, chef di Morcone che già da un anno fa parte attivamente della rosa della grande squadra del regista romano. La chef diventa artista e recita nel film la parte di se stessa, ma non è solo questo, la Mastrantuono riveste un ruolo fondamentale di grande responsabilità nella macchina organizzativa.

Ed è proprio dalla collaborazione proficua tra Giuseppe Aquino e Annamaria Mastrantuono che il regista romano ha avuto modo di conoscere la ridente cittadina di Morcone. E’ stato amore a prima vista, colpito dalle storie e dalle bellezze naturali e architettoniche murgantine, Aquino decide di inserire nelle prime scene nel film le immagini meravigliose di Morcone. “Quando tre anni fa ho incominciato a lavorare alla realizzazione del film sulla vita di San Pietro Chanel – ci ha detto il regista Aquino -, santo missionario che ha attraversato tutto il mondo, per me e la produzione era impossibile raggiungere con la troupe alcune isole dell’Oceano Pacifico non collegate. Questo problema mi ha fatto studiare un piano per girare molte scene del film a distanza con sistemi innovativi di regia coadiuvati da wifi e da collaborazioni sul posto. Mai avrei immaginato di dover mettere a frutto questa progettazione dei precedenti tre anni nel mio paese d’origine, a causa di un giusto decreto che mi bloccava dentro casa. L’arrivo della quarantena in Italia mi ha spinto a mettere velocemente in pratica le teorie sviluppate, scrivendo la sceneggiatura in tre giorni e girando già, sui primi set, dalla settimana successiva. Desideravo fortemente catturare la verità di questo momento unico e storico e farlo nel momento in cui stesse accadendo. L’ispirazione per me è stata quella di creare un film che sarebbe stato non solo una testimonianza culturale ma un documento antropologico per il futuro. Tutti abbiamo visto immagini, attraverso i media, di città deserte senza più la presenza, il palpito, il fremito dell’uomo; desideravo impegnarmi tramite il film a riporre nuovamente al centro della vita la persona. Desideravo raccontare la bellezza della solidarietà e della fede che, in mezzo al dramma, sbocciava tra la gente. Volevo dare testimonianza, con l’importanza che meritava, all’impegno straordinario dei medici, mostrando come spesso hanno sofferto in prima persona le conseguenze del virus. Ma, più di tutto, volevo dare un messaggio di speranza. La pandemia ci ha portato all’isolamento, ma dentro quest’isolamento abbiamo trovato la nostra umanità”. Tommaso Paulucci, murgantino doc, fortemente radicato sul territorio morconese che come Sindaco ha governato in passato, sul tema ci ha detto testualmente: “A Morcone vi è vivo interesse per il regista romano Giuseppe Aquino e per il suo interessante lavoro. Aquino dimostra la sua vicinanza al nostro territorio e, più in generale ai paesi in ritardo di sviluppo. In questa prospettiva vi è un lungo lavoro da fare, avviando veri e propri scambi culturali con altre comunità locali. Una iniziativa già in cantiere per il prossimo mese di settembre è una conferenza-convegno sui beni culturali, a cui potrebbe partecipare Tatiana Kirova, consulente internazionale e membro permanente dell’UNESCO, con la quale Aquino già collabora in numerosi progetti di promozione dei territori e delle culture subalterne. Il regista Aquino ha avuto un paio d’anni fa contatti con Santa Croce del Sannio e con il sindaco Antonio Di Maria e l’assessore Angelo Cassetta. Anche l’Amministrazione Comunale di Morcone dimostra notevole interesse per il “Progetto Aquino” che intende dedicare attenzione a questo territorio, alla sua cultura, alle sue tradizioni. “Qui sento la vera Italia” – ha dichiarato il regista -, quella legata alla cultura del fare, alle tradizioni, ai valori di religiosità popolare. Morcone è legata a San Pio da Pietrelcina per il Noviziato. Il sindaco Ciarlo, per parte sua, potrebbe ricevere ufficialmente in Comune il regista romano durante la permanenza morconese”. Morcone organizzerà in suo onore una serata di galà nella terza decade di agosto. L’amore per le nostre terre che è germogliato nel cuore di Aquino deve essere il nostro amore, quello che nel tempo, forse sfiduciati, abbiamo perduto; la voglia di sostenere il rilancio dei nostri territori da parte di chi ai nostri territori non appartiene per radici ma per sbocciato sentimento, ci deve far capire che noi che qui siamo nati qualcosa possiamo e dobbiamo fare, come l’ammirevole Annamaria Mastrantuono sta dimostrando in diversi progetti che qualificano Morcone per un suo rilancio. Stiamo navigando sull’onda del naufragio, è l’idea di tanti, ma non sempre il naufragio è sinonimo di fine, il naufragio può essere anche portatore di felicità e a questo proposito, per rimanere in campo artistico, ci piace concludere con un passaggio della canzone del cantautore Bruno Lauzi, magistralmente interpreta da Paolo Conte, quando dice: “… onda su onda il mare mi ha portato qui, ritmi canzoni donne di sogno, banane, lamponi. Onda su onda mi sono ambientato ormai, il naufragio mi ha dato la felicità che tu non mi sai dar”. Meditiamo gente! Agiamo!
Gabriele Palladino
Trascrizione dell’articolo tutta pagina sul quotidiano il Sannio
Articolo pagina intera al regista Giuseppe Aquino sul quotidiano di AVVENIRE

“Quarantenalive”, il lockdown raccontato in tempo reale”
di Mimmo Muolo Trascrizione dell’articolo sull’Avvenire del 27 luglio 2020
La pellicola, scritta e diretta da Giuseppe Aquino, è stata girata nel periodo di chiusura totale con una tecnica di ripresa a distanza che ha coinvolto oltre cento persone tra attori e maestranze
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La quarantena vista da una prospettiva particolare. Quella di due sposi novelli che hanno la sfortuna di celebrare il loro matrimonio alla vigilia del lockdown e che si vedono costretti a rinunciare al viaggio di nozze a causa del decreto di chiusura totale emesso dal governo Conte l’8marzo scorso. E’ lo spunto iniziale di “Quarantenalive”, il film scritto e diretto da Giuseppe Aquino, prodotto da Caravan Films Rome e interamente girato durante la quarantena, con la regia e tutte le operazioni del cinema classico effettuate a distanza, secondo un metodo messo a punto dallo stesso regista per un suo precedente film dedicato a san Pietro Chanel. Il che, sottolinea con un certo orgoglio Aquino, costituisce una specie di “primato mondiale”. Il cineasta del resto non è nuovo a simili imprese. Un suo precedente lavoro, “L’altra Infanzia” (portato a Cannes nel 2018) ha ispirato, nel dicembre 2019, il “bonus latte” di 400 euro per le mamme in povertà.
“Quarantenalive” si presenta come un film-verità sulla pandemia: tutte storie vere con una trama che incrocia la fiction. Una pellicola corale, che è un insieme di storie girate tra marzo e maggio, a partire proprio dal viaggio di nozze mai effettuato. Nel film si immagina infatti che la storia attragga l’interesse dei media e una giornalista diffonda la notizia “Amore in Tempo di Pandemia”. Le persone e le famiglie all’interno del film sono per lo più amici e parenti della coppia, che recitano le loro storie personali, in Italia e nel mondo. “Inevitabilmente – afferma Aquino -, la quarantena e il Covid-19 diventano protagonisti e coprotagonisti della pellicola. Durante il film, si comprende che, di fronte al dramma, non esistono ricchezza e povertà, né differenze sociali. Tutti sono colpiti. Nessuno è indenne: bisogna rimanere dentro casa e arrangiarsi. La sensazione immediata è che si è soli e impauriti. Chi va a fare la spesa si sente l’eroe del suo nucleo”.
In tal modo, mentre la voce continua dei media diffonde notizie sempre più tragiche, tutti – dall’avvocato al medico, dalla coppia di sposi all’infermiera, dalla studentessa all’operaio – affrontano un periodo altamente incerto. Ma, tra distanziamento sociale ed ore passate al telefono, in ospedale, in famiglia, in isolamento, ciò che traspare è la voglia di sostenersi a vicenda, di tenere salda la speranza, la fede e l’amore. E sapientemente Aquino, inserisce spesso come sottofondo delle scene la voce di papa Francesco, che dalla Tivù, prega, incoraggia e sostiene.
“Quarantenalive” costituisce un ottimo spunto per riflettere su quanto è successo nei mesi scorsi. Perché in sostanza porta sullo schermo la nostra vita. Ma per il regista il motivo di soddisfazione è anche quello di aver dato la possibilità di lavorare a un centinaio di persone tra cast artistico e tecnico, mentre in Italia, tra marzo e maggio 2020, lavoravano solo le imprese di prima necessità. “Desideravo fortemente catturare la verità di questo momento unico e storico e farlo nel momento in cui stesse accadendo – conclude Aquino -, sì da lasciare un documento antropologico per il futuro. Tutti abbiamo visto immagini, attraverso i media, di città deserte senza più la presenza, il palpito, il fremito dell’uomo; desideravo impegnarmi tramite il film a riporre nuovamente al centro della vita la persona”.
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DOMENICA SETTEMBRE 2024 CORRIERE DELLO SPORT
Corriere dallo Sport Capri Napoli: in Arrivo il Film
La pellicola abbraccerà diverse storie con riprese programmate anche a New York
Capri-Napoli: in arrivo il film
Il regista Giuseppe Aquino ha seguito su una barca la 59a edizione della Maratona del Golfo: emozioni che saranno poi riportate sulla sceneggiatura
N dei successi registra on si spegne l’eco ti in occasione del la 59esima edizione della Capri-Napoli rofeo Rama cosmo. Tanto che la maratona natatoria più importante e co-nosciuta al mondo è destinata ancora una volta a sorprende re. Quest’anno, infatti, c’è stata una novità significativa: la pre senza su una barca al seguito della gara del regista Giuseppe Aquino, noto per la sua carrie ra internazionale e l’impegno nel cinema sociale. Aquino ha infatti deciso di rendere omag gio alla Maratona del Golfo con un film ispirato alla sfida sui 36 km che separano l’isola di Tibe rio dalla costa della città parte nopea e per questo ha voluto vi vere da vicino tune le emozio ni, per poi riportarle nella sce neggiatura della pellicola che ha in lavorazione e che vede la Ca-pri-Napoli protagonista,
IL FILM. Durante la presenta zione che si è tenuta venerdi al Gran Caffe Gambrinus di Napo Aquino ha parlato dei film de dicato alla Capri-Napoli -Esta to uti obore essere ospite e ave re l’opportunità di partecipare a un evento che non solo metre in risalto lo sport e il talento degli aleti, ma celebra anche la bel de la storia della
Giuseppe Aquino è un regista specializzato nel film d’autore ed etico
nostra regione. Prima di trasferirmi tanti anni fa a Roma e Londra, ho iniziato la carriera tra Napoli, San Giorgio a Cremano e la penisola Sorrentina, e Capri ha sempre avuto un posto speciale nel mio cuore. Raccontare questa gara attraverso un film è un’opportunità per esplorare le storie umane dietro gli atleti e le acque che riescono a do mare. Il progetto cinematografico di Aquino non sarà soltanto una cronaca della gara, ma una narrazione che abbraccerà diverse storie che si intrecciano e ruotano intorno alla competizione natatoria, con riprese pre viste anche a New York, Considerando la complessità della storia, le riprese internazionali e gli altri lavori in corso, la realizzazione del film richiederà tra un anno e mezzo e tre anni. Attualmente siamo nella prima fase, quella di sviluppo, momento cruciale in cui l’idea prende forma attraverso la sceneggiatura spiega ancora il regista L’ispirazione per questo progetto i
tempi previsti di realizzazione sono tra diciotto mesi e tre anni circa. L’ispirazione
mi è venuta dalla dalla lettura del libro di Maurizio Castagna, La grande Maratona Capri-Napo-li, che racconta la storia della gara in modo dettagliato, che ha aperto in me una nuova prospettiva su questo evento straordinario.
L’ENTUSIASMO DELL’ORGANIZZAZIONE. Del resto, la Capri-Napoli ha una storia che af fonda le radici negli anni ’50 e ha visto la partecipazione di atleti leggendari. Tra questi, Dia na Nyad, la famosa nuotatrice americana il cui viaggio stra ordinario è stato recentemente raccontato nel film hollywoodiano Nyad, interpretato da Annette Bening e Jodie Foster Luciano Cotena, presidente del comitato organizzatore, esprime il proprio entusiasmo: Avere Giuseppe Aquino con noi è stato un onore, che aggiunge un ulteriore livello di prestigio all’evento. Siamo entusiasti di vedere come il suo film porterà la storia della Capri-Napoli a un pubblico ancora piu ampio ed è per questo che abbiamo v luto celebrarlo con una targa, per l’attenzione che ha già di mostrato di avere per un evento unico e che mi auguro sia di buon auspicio per nuovi ambiziosi successi
Articolo pagina intera al regista Giuseppe Aquino sul MENSILE

Guarda l’intervista sul sito del Giornale
Il mensile .it Articolo tutta pagina di Valerio Viale del 17 Maggio 2017 a pagina 11
Dopo alcuni anni in trasferta a New York e Los Angeles – immerso, tra studi e lavoro, milionario e patinato americano e qualche volta in quello italiano «sempre uguale» che sbarcava negli Stati Uniti nei vari festival – sono rientrato a Roma.
Sentendomi un po’ spaesato e sradicato, ho chiamato un amico di famiglia, il navigato regista Rai Giuseppe Govino, e gli ho domandato se per caso conoscesse qualcuno giusto per me, qualche film maker visionario. Per intenderci, qualcuno che avesse la passione di una volta (quella dei registi italiani d’antan), qualcuno che potesse riaccendere un po’ di fuoco in quest’ambito sempre più piatto, qualcuno con cui discutere dell’arte della regia e non di quella del mercato.
La risposta, chiara e tonda, è stata: Giuseppe Aquino. Ed ecco la nostra conversazione.
Alcuni dei tuoi lavori più rappresentativi: Strike (1996, serie di trasmissioni televisive), Debole luce (2000, film sperimentale), Michele Poggioli the boxer (2005, film documentario), Dentro di me (2007, film sperimentale), Equilibri (2008, cortometraggio in finale al Napoli film festival), Matulli (2008, corto in finale al premio Massimo Troisi). Esiste un filo rosso che lega questi tuoi lavori?
Sì, esiste un filo conduttore. Tutto quello che ho prodotto nel primo decennio non era mai finalizzato alla vanità, al guadagno, al mio prestigio, ma era solo passione per il cinema e la ricerca del nuovo.
Michele Poggioli the boxer è la storia vera di un giovane adolescente che stava soffrendo molto per la separazione dei genitori facendo danni a persone e cose. L’assistente sociale riesce a far canalizzare verso la boxe l’aggressività del ragazzo, che, in un anno, diventa un pluripremiato campione. Il film documentario si sofferma sulle fasi finali del suo percorso.
Equilibri ha ricevuto le lodi di Francesco Rosi in persona, ospite d’onore al festival di Napoli. La sceneggiatura, scritta da Gianni Caruso, è stata interamente rivisitata dal sottoscritto. Racconta di un architetto fobico e pieno di ossessioni, inclusa quella dell’ordine e della pulizia, che, non appena si accorge della diversa lunghezza delle sue dita, medita il gesto folle di «pareggiarle».
Anna Crispino, moglie di Carlo Delle Piane, è rimasta colpita da Equilbri, ravvisando delle similarità tra il protagonista e Carlo e lo stile di regia stesso ed ha fatto da tramite tra noi due. Infatti fu amore professionale a prima vista: io stavo cercando un protagonista di calibro per il mio primo film e lui cercava un regista a cui affidare le sue straordinarie idee.
Mi sono sentito felice da un lato e preoccupato da un altro, perché subito prima di me c’erano stati Pupi Avati ed Ermanno Olmi. Invece è andata benissimo ed è una collaborazione ancora in essere dal 2009. Per Carlo ho ideato e diretto svariati lavori. Tra i più noti ci sono le opere teatrali Io, Anna e Napoli (2010-2011) e Chiaro come il cielo (2011) ed il film documentario Il bello del cinema italiano (2011). Nel 2013 questo documentario è stato realizzato anche in versione teatrale all’auditorium di Roma. E poi la collaborazione con Carlo a me più cara è quella da protagonista nel mio film documentario L’alba del possibile (2009).
Negli ultimi dieci anni ti sei impegnato in modo costante in una ricerca più approfondita nell’arte della regia come strumento di comunicazione per l’impegno sociale. Cosa ci puoi dire su questa rinnovata fase artistica?
Che provo amore per questa scelta artistica perché per me è una regia utile. Nel 2008, con Immondizia napoletana, ho effettuato un reportage filmico e fotografico sull’emergenza rifiuti a Napoli. Il governo stesso ha utilizzato le mie immagini, reperibili sui social, per rendersi conto della situazione. Sono riuscito a sensibilizzare personalità di spicco nel panorama musicale, quali Jovanotti e Fiorella Mannoia. Inoltre ho inviato questi miei servizi alle maggiori testate internazionali, quali il New York Times e Le Monde, contribuendo alla risoluzione di quella terribile piaga.
Il film documentario Tsunami (2009) sulla catastrofe del 2004 che ha riguardato l’intero sud-est dell’Asia giungendo a lambire l’Africa orientale – che ha ricevuto una menzione speciale al Milano film festival (sezione: Ngo world videos reportage dal sud del mondo) ed una al Marbella international film festival – esemplifica la mia idea di regia che coinvolge tutti e cinque i sensi, passando attraverso i filtri. Ritengo che ognuno di noi, nella fruizione di qualsivoglia prodotto audiovisivo, abbia sviluppato dei «filtri». Il fatto è che si è raggiunto un tale livello di violenza nelle immagini da rendere necessaria una «corazza» per restare indenni da questo bombardamento mediatico. Il messaggio Tsunami passa lo stesso, ma in modo non violento. L’utente è chiamato a una ricezione mai passiva, ma ad interagire in modo attivo.
Nel 2010 il sopramenzionato film documentario L’alba del possibile, parte di un progetto sociale, ha ricevuto un encomio dal presidente della repubblica. Esso ha coinvolto circa cinquecento ragazzi a rischio delle scuole medie di Napoli, ai quali è stata offerta la possibilità di esporre le proprie creazioni in una mostra, voluta da un lungimirante studio di architetti (che ha anche coprodotto il film). Questi preadolescenti, a contatto con attori del calibro di Delle Piane, Sergio Solli, Marina Suma, Rosaria De Cicco, hanno collaborato in modo attivo al film ed hanno compreso come l’arte cinematografica sia fatta da tante professionalità diverse in armonia tra loro.
Nel 2013 ho partecipato al progetto Read On!, promosso dalla prestigiosa casa editrice Oxford University Press, realizzando quindici film tutorial, per l’apprendimento veloce della lingua inglese. I video servono a formare gli insegnanti, facendogli apprendere questo metodo didattico innovativo. Ciò si rivela prezioso, e direi addirittura «vitale», in paesi poveri oppure quando ci si rivolge a profughi che hanno la necessità di integrarsi nelle società ospiti. Il progetto è stato appoggiato dalle maggiori istituzioni britanniche.
Dal punto di vista tecnico, mi sono cimentato nel piano sequenza (un’inquadratura particolarmente lunga, senza stacchi né interruzioni, che riprende nella sua interezza una scena o una sequenza) di durate che sfidano tutti i record. Visto il successo dell’iniziativa, nel marzo 2013, il ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca (Miur) mi ha affidato l’insegnamento, attraverso un workshop, dell’impiego della tecnologia cinematografica come strumento didattico.
Attualmente hai finito di scrivere tre sceneggiature con i relativi soggetti per tre film, hai un film documentario in lavorazione coprodotto dal Sinspe con la collaborazione della Caritas, stai girando la serie televisiva etica Nostra terra, stai montando due lavori per la Rai. Ma come si fa a fare tutto insieme?
Ci sono tante collaborazioni, impossibile citarle; faccio eccezione per quella preziosa di Maurizio De Franchis. Poi seguo un mio metodo: ho notato che quando fai un lavoro per volta non sei più lucido, sei troppo dentro il progetto e rischi di non avere più il punto di vista vergine dello spettatore e questo è un errore grave che commettono molti colleghi. C’è anche un altro motivo per me più importante: quando i progetti sono nobili e utili, non sei più il regista che decide secondo le sue regole e quelle del mercato, ma diventi uno strumento; la forza, la lucidità e le soluzioni ti vengono dall’alto.
La fede e la regia?
La fede in modo naturale ti impone di lavorare nell’utile e nel bello avendo il giusto rispetto per il tuo talento e per gli ultimi.
Cosa hai appreso sulla recitazione, lavorando con una leggenda del cinema italiano, quale Carlo Delle Piane?
Esistono due metodi di recitazione predominanti che prendono il nome dai rispettivi fondatori, quello Stanislavskij e quello brechtiano (dal drammaturgo e regista teatrale tedesco Bertolt Brecht). Il primo, promotore di un realismo psicologico e di un totale calarsi nel ruolo da parte dell’attore, è stato ripreso dall’Actors Studio di New York, da dove sono usciti i più grandi attori americani, tra cui Marlon Brando, Robert De Niro, Al Pacino e Meryl Streep. Alle volte, il lungo processo di identificazione con il personaggio può lasciare degli strascichi nella psiche dell’attore. Ciò dipende in massima parte da chi si interpreta (si pensi a un serial killer o ad uno psicotico). Il metodo brechtiano, il suo «teatro epico», incoraggia gli attori a mantenere un distacco dai personaggi che interpretano, così da creare una sorta di estraniamento nel pubblico.
Una terza via, meno battuta ma altrettanto «maestra», è quella propugnata da Vittorio De Sica, uno dei padri del neorealismo cinematografico. Il leggendario attore Carlo Delle Piane, con cui ho lavorato per anni, esordì nello spettacolo interpretando Garoffi nel film Cuore (1948) proprio grazie a De Sica. Tra un aneddoto e l’altro, Carlo mi ha illuminato sul metodo del regista. Io l’ho fuso con il mio, creando un sistema didattico nuovo, soprannominato «Oniqua» (dal mio cognome al rovescio).
Mi chiedi il cuore del metodo? Ho mutuato un concetto dall’architettura (che ho studiato in gioventù), applicandolo alla recitazione. Quando si progetta uno spazio ed è presente un difetto di carattere estetico, la soluzione migliore è solo una: lo si fa diventare un punto di forza. Lo stesso è valido quando si insegna recitazione. Non si rimuovono le imperfezioni, ma le si esaltano.
Valerio Viale
Dal Mensile di aprile 2017.
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Nella foto: Giuseppe Aquino (a sinistra) insieme con Carlo Delle Piane
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ARTICOLO SULL AVVENIRE NAZIONALE IL

Roma, le famiglie si raccontano “al cinema”. Con il vescovo Gervasi
DI GIULIA ROCCHI Venerdi 26 febbraio 2021 ANNO LIV 48 1,50 Quotidiano di ispirazione cattolica www.avvenire.it
L a creatività pastorale, in questo tempo di pandemia passa attraverso la Rete, ma anche attraverso il cinema. Per accompagnare i fedeli durante la Quaresima, infatti, la diocesi di Roma ha pensato alla realizzazione di brevi docufilm, o meglio film doc live, e ha coinvolte in questo progetto Giuseppe Aquino, regista pluripremiato di cinema, teatro e televisione.
ascolto delle famiglie. Questi brevi film nascono diocesi, vengono pubblicati brevi filmati, una ventina di minuti al massimo: il protagonista è il vescovo ausiliare di Ro ma e delegato per la Pastorale familiare Dario Gervasi e con lui, ogni volta, una famiglia diversa. Il presule va a casa lo ro, tiene la mascherina sul viso, si fa raccontare la loro storia. Ascolta. Nessuna sceneggiatura da rispettare ma la ri presa reale, “live”, di ciò che avviene in quella casa di Roma. A scandire il cammino verso la Pasqua, anche un sussidio dedicato proprio all’no dal desiderio di ascoltare la vita delle famiglie direttamente dalle loro parole, in particolare in questo tempo di Covid, e capire come la Parola di Dio ascoltata in famiglia illumini il percorso spiega il vescovo Gervasi Si comincia con la sto ria della famiglia, di vol ta in volta abbinata a ciascuno dei cinque Vangeli che scandiscono l’iti nerario della Quaresima. E un modo per valorizza re il fatto che la Parola di Dio può essere letta in sieme in famiglia e che la famiglia ha una capacità particolare di ascolto, in quanto piccola comunità e Chiesa domestica L’idea ha conquistato su
bito Aquino, che di re-cente ha girato “Quaran tena live, realizzato tra marzo e maggio dello scorso anno dirigendo a distanza, il progetto è stato ideato dalla diocesi di Roma ed è molto si gnificativo-commenta-la Chiesa esce dalle mu ra e va dentro la societă lascia i suoi spazi e va ver so l’uomo, identificato in questo caso come fami glia, proprio come dice papa Francesco mo-sottolinea Aquino-Abbiamo turte scene lunghe, e la luce che c’e dentro gli appartamenti In ogni casa Aquino arri va direttamente con il il ve ve scovo, accompagnato so lo da un operatore e aiu to regista. «In questi bre vi film nessuno recita, fil-miamo semplicemente la realtà chiarisce, in modo veritiers, e questo è possibile perché si e creato un bell’equilibrio tra di nois. Molto utiliz-zata, per questo tipo di lavoro, la tecnica del pia no sequenza: Giriamo senza mai staccare. giria-mo il vero e poi montiamo non viene compensata. da quella artificiale. Que sto ci dà la possibilità di diventare piccoli e quasi invisibili per le persone che si trovano li, in pre-senza, in modo da non disturbare il vescovo e la famiglia. In tal modo rie scono davvero ad aprirsi. a essere veramente loro stessi. Toccante il rac conto dell’incontro tra il vescovo Gervasi e una fa-miglia siriana: «Mi sono commosso ricorda A quino quando hanno rievocato il periodo pas sato in Siria durante i bombardamenti Il regista Giuseppe Aquino
Dagli incontri con il presule brevi film doc live diretti dal regista Giuseppe Aquino e trasmessi ogni venerdi su web e social diocesani. Al centro l’ascolto della Parola
Il regista Giuseppe Aquino, festeggia trent’anni di carriera a Sorrento e Capri con il Rotary Club International from Giuseppe Aquino Regista on Vimeo.
Intervista al regista Giuseppe Aquino a LABTV
QUARANTENA LIVE THE FILM LabTv – Intervista al regista Giuseppe Aquino in Diretta from Giuseppe Aquino Regista on Vimeo.
Articolo pagina intera al regista Giuseppe Aquino sul settimanale OGGI

Trascrione dell articolo sul film del regista Giuseppe Aquino sul settimanale Oggi N-22 9/7/2020 (un milione di copie distribuite) UN FILM RACCONTA LA PANDEMIA
DE DONNO Il primario diventa attore
LO PNEUMOLOGO DELLA CURA CON IL PLASMA È IN QUARANTENA LIVE»
di Chiara Giannini
I sibilo dei respiratori, lo sfregare dei guanti di lattice, i passi veloci nei corridoi del reparto di terapia inten-siva, ma anche i sospiri, i pianti della gente comune chiusa in casa dopo l’an-nuncio del lockdown e poi il silenzio, surreale, che ha circondato le città del mondo intero. Quindi lui, Giuseppe De Donno, lo pneumologo del “plasma che cura”, mentre è intento a trovare una soluzione per salvare la vita ai propri pazienti. Quarantena live, da un’idea del regista Giuseppe Aquino, non è un film comune, ma è una pellicola realizzata sul campo, su ciò che siamo stati in tempo di Covid-19. Un insie me di storie reali che raccontano il dramma dell’emergenza e i dolori del la pandemia. E tra i protagonisti c’è anche il direttore della pneumologia dell’ospedale Carlo Poma di Mantova: viene ripreso in corsia e mentre parla delle possibilità di cura che derivano dal plasma superimmune. Tra le altre storie del film, la princi-pale è quella che ha come protagonisti L’hanno ripreso al lavoro in ospedale
QUARANTENA LIVE
Gretel Giordano, infermiera responsa bile del reparto Covid dell’ospedale di Rovereto e il marito Emanuele Pana-roni. Lei mentre girava era malata e neanche si reggeva in piedi. Toccava da lontano i polpastrelli del coniuge, La scena finisce con un ballo, in cui i Su-due si abbracciano, finalmente. Nel film, poi, c’è l’attrice Marina ma, che viene ripresa mentre si allena in casa in periodo di lockdown o pian ge al telefono con un’amica parlando del compagno perso da pochi mesi. Questo film, racconta il regista Aquino, è il figlio di San Pietro Chanel ci SONO ANCHE MARINA SUMA E UNA COPPIA IN PRIMA SNEA Sopra, da sinistra, altri protagonisti di Quarantena live: l’attrice Marina Suma, 60, durante il lockdown ed Emanuele Panaroni con la moglie Gretel Giordano, infermiera colpita da Covid-19.DELLSTATO UN DR UN PROTAGG TA CONTRO IL
A sinist il primario pneumolog. Donno, 53, (anche Giuseppe D. nel tondo) nel film Quarantena Live. Sotto, la locandina Giuseppe Aquino. e il regista
nel, che sto facendo da tre anni e che racconterà la vita del santo francese Sarei dovuto andare in Polinesia per girare alcune scene, ma ho tre bambini piccoli, allora ho studiato un sistema di regia a distanza. Da tempo collaboro con Lab tv e nel periodo Covid, pro segue, mi hanno chiesto di girare uno speciale sul lockdown. Ho pensato di
farci un film. Diverso da tutti gli altri, realizzato con smartphone e sistemi a
distanza Aquino è entrato nei reparti di ospeda le, ma anche nelle case degli italiani, di cui racconta la difficoltà della classura forzata. Laddove la gente non aveva mezzi a disposizione, abbiamo mandato l’attrezzatura via corriere. Ho dato lavoro a oltre cento persone, molte delle quali non avevano mai recitato prima.
Per De Donno è stato diverso. A riprenderlo sono stati un’operatrice video, precisa il regista, ve Pautore della colonna sonora. Si tenevano a
distanza e avevano i dispositivi di pro tezione. Ho scelto lui tra tanti medici con storie incredibili per la sua fede. Si definisce “uno strumento del Signore
e questa cosa mi ha fatto emozionare. Sembra ancora un bambino in un men do in cui ci si deve guardare intorno. Il film andra al festival di Venezia, sarà distribuito in Australia e sono in corso trattative per la distribuzione anche in India.
OGGI 57 numero 2020 (un milione di copie distribuite)

Straordinaria intervista al regista Giuseppe Aquino su Canale Italia Venezia,
Una straordinaria intervista al regista Giuseppe Aquino su Canale Italia Venezia, condotta magistralmente dal giornalista Vito Monaco nel suo programma Notizie Oggi,…


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Quarantena live, il film da remoto
By Redazione 20 Luglio 2020 trascrizione dell’articolo stampato
Il regista Giuseppe Aquino, di origini napoletane, ha realizzato un lungometraggio sul Covid-19 selezionato per Venezia
Il cinema ai tempi della pandemia permette all’Italia di aggiudicarsi un prestigioso primato mondiale: “Quarantena live – The film” è un vero e proprio film girato nel periodo di lockdown, rispettando a pieno le norme definite del decreto ministeriale emanato dal premier Conte il 9 marzo 2020.
“Quarantena Live” nasce da un’idea del regista Giuseppe Aquino, di origini napoletane, ma che vive tra Roma e Londra, autore e regista de “L’altra Infanzia” (Cannes 2018), film che ha ispirato, nel dicembre 2019, la legge “bonus latte” di 400 euro per le mamme in povertà. “Quarantena live” è attualmente in selezione alla 77^ Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Con questa pellicola l’Italia da oggi non solo si aggiudica il primato di primo “film-verità sulla pandemia” (tutte storie vere con una trama che incrocia la fiction), ma sancisce un metodo di realizzazione cinematografica unica nel panorama mondiale.
“Quarantena Live” non è solo un film sulla pandemia, ma un film interamente girato in fase di lockdown durante la pandemia.
Per la prima volta nella storia del cinema mondiale, tutto avviene tramite videoconferenze, telefonate, sistemi wifi e una serie d’innovazioni tecniche per la produzione e post-produzione che il regista aveva studiato e sperimentato nei precedenti tre anni con il film “Un uomo buono viaggio di sola andata” (film in lavorazione, con molte scene in alcune isole dell’Oceano Pacifico poco raggiungibili dalla troupe, per le quali sono state quindi sperimentate nuove tecniche di ripresa). Da remoto, ogni casa prescelta si è trasformata in un set supervisionato dal regista, dallo scenografo, dal costumista, dallo sceneggiatore, dal dialoghista, dal direttore della fotografia, dal consulente, dal truccatore, dal parrucchiere e dal fotografo di scena. Il tutto è stato organizzato dai produttori esecutivi e dalla segreteria centrale.
A questa peculiarità di rilievo, se ne aggiunge un’altra di pari importanza: mentre in Italia, tra marzo e maggio 2020, lavoravano solo le imprese di “prima necessità”, questo film ha dato lavoro a centinaia di persone. Sono state infatti coinvolte più di cento unità per i due cast (artistico e tecnico).
Giuseppe Aquino ha dichiarato che il film, oltre a tutte le caratteristiche del film d’autore, ha “il nobile scopo di essere legato anche a un’utilità culturale, ossia lasciare un documento reale, storico dal quale poter attingere nel futuro per studiare, e comprendere al meglio, le reazioni diverse delle persone, anche sul piano sociologico e antropologico”. Siamo nella primavera del 2020. Il Coronavirus attanaglia il mondo. L’Italia è colpita in maniera particolarmente forte ed entra, con il decreto del governo Dpcm nel giorno 9 marzo, in lockdown. Si esce di casa solo per necessità e con l’autocertificazione. Passare da una regione all’altra, ad esclusione dei casi di necessità e lavoro, diventa un reato penale.
La pellicola, che può definirsi “film corale”, è un insieme di storie girate tra marzo e maggio, legate tra loro da una trama: un matrimonio avvenuto nei primi giorni di marzo e la successiva interruzione del viaggio di nozze a causa del lockdown. Questa storia attrae l’interesse dei media e una giornalista diffonde la notizia “Amore in Tempo di Pandemia”. Le persone e le famiglie all’interno del film sono per lo più amici e parenti della coppia, che recitano le loro storie personali, in Italia e nel mondo. Inevitabilmente, la quarantena e il Covid-19 diventano protagonisti e coprotagonisti della pellicola. Durante il film, si comprende che, di fronte al dramma, non esistono ricchezza e povertà, né differenze sociali. Tutti sono colpiti. Nessuno è indenne: bisogna rimanere dentro casa e arrangiarsi. La sensazione immediata è che si è soli e impauriti. Chi va a fare la spesa si sente l’eroe del suo nucleo. La voce continua dei media diffonde notizie sempre più tragiche di giorno in giorno. Dall’avvocato al medico, dalla coppia di sposi all’infermiera, dalla studentessa all’operaio, tutti affrontano un periodo altamente incerto. Ma, tra distanziamento sociale ed ore passate al telefono, in ospedale, in famiglia, in isolamento, ciò che traspare è la voglia di sostenersi a vicenda, di tenere salda la speranza, la fede e l’amore. È infatti una storia che inizia con una gioia e finisce con una speranza.

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Ecco “Quarantena live”: il primo film corale girato tutto a distanza
Giuseppe De Donno, primario di Pneumologia all’ospedale di Mantova, scelto dal regista Giuseppe Aquino che ha puntato la camera sull’era Covid
Una scena di “Quarantena live – The film” di Giuseppe Aquino
Mantova, 19 luglio 2020 – Un primato mondiale per l’Italia con “Quarantena live – The film” di Giuseppe Aquino un film girato durante il lockdown e realizzato con regia a distanza, attori e tutte le maestranze (operatori, costumisti, truccatori) diretti da remoto. Una tecnica che il regista Aquino aveva messo a punto per un film sulla vita del missionario santo Pietro Chanel, vista l’impossibilità di raggiungere con la troupe alcune isole del Pacifico, non collegate. A fare da fil rouge un matrimonio all’inizio di marzo e il viaggio di nozze dei due giovani sposi interrotto dalla pandemia di Covid-19. Un gruppo di attori professionisti (Marina Suma, Luca Avallone, Luca Paniconi). Un insieme di volti, presenze, storie “veri”, a costruire un film corale: malati, medici, infermieri, giornalisti. Fra questi Giuseppe De Donno, direttore della pneumologia dell’ospedale Carlo Poma” di Mantova. “Il regista Aquino – dice De Donno – mi ha chiesto una testimonianza. Pensava a una testimonianza dal mondo sanitario che potesse rappresentare anche un messaggio di speranza”. Aquino ha detto di averla scelta perché colpito dalla sua religiosità. “E’ verosimile. Io sono molto religioso e sono ministro dell’Eucaristia. Da sempre mi occupo di solidarietà. Non conosco il regista e spero di conoscerlo presto. So che è una persona di spessore e di grandi valori morali”. Cosa le hanno lasciato i mesi della pandemia? “Abbiamo visto tanta sofferenza. Accadeva anche prima, a seconda delle patologie che ci si presentavano. Ma con il Covid l’abbiamo vista in un colpo solo, tutti i giorni, per 56 giorni di fila. Marzo e aprile sono stati due mesi veramente intensi. Tutto il mio reparto è diventato un reparto di terapia intensiva. Alla fine la mortalità da noi è stata del 6 per cento contro una media nelle terpaie intensive del 35 per cento, con punte fino al 60 per cento”. Nei mesi della pandemia lei è stato l’alfiere della plasmoterapia. “Quando abbiamo iniziato a usare il plasma del paziente convalescente per malati di Covid ci ho subito creduto. L’ho usato con una donna gravida e un ragazzo affetto da agammaglobulinemia, per cui non produceva anticorpi. Abbiamo applicato la plasmoterapia in tutte le situazioni più gravi. Nei pazienti trattati a Mantova non abbiamo avuto un solo decesso. Sono una persona riservata, ma ho voluto fare conoscere questa metodica che avrebbe salvato molte persone”. Oltre a quella di De Donno altre due presenze mantovane: Daniela Sanguanini, pubbliche relazioni e segreteria organizzativa, che ha portato la città virgiliana nel film, e Filippo Lui, autore della colonna sonora.
Leggi l’articolo sl web dal corriere del mezzogiorno
Corriere del Mezzogiorno
«Quarantena live», il dottor De Donno protagonista
Film Intrattenimento Produzione cinematografica
28 Jun 2020 Claudio Tadicini
Dalle corsie d’ospedale al grande schermo, ma senza essere mai an-dato sul set. C’è anche il dottor Giuseppe De Donno, pioniere della cura del plasma iperimmune nella lotta contro il Covid-19, nel cast del primo film italiano realizzato sulla pandemia da nuovo coronavi-rus. Il medico salentino, infatti, <<> una parte nel nuovo film del regista Giuseppe Aquino – Quarantena live the film attualmente in selezione alla 77esima Mostra internazionale d’arte cinematografica organizzata dalla Biennale di Venezia, che si svolgerà dal 2 al 12 settembre nella città lagunare.
Originario di Morigino, frazione di Maglie, in provincia di Lecce, De Donno è primario di Pneumologia dell’ospedale <>> di Mantova e deve la sua notorietà al-la sperimentazione della cura del plasma dei pazienti convalescenti Covid, che sta ottenendo risultati sorprendenti nella lotta contro il virus. Tanto in Italia quanto nel mondo.
Quarantena live racconta questo momento epocale attraverso l’uo-mo, con tante storie di persone e famiglie diverse. Un film-verità che mette a confronto l’uomo con un grande dramma. Tra paure ed incertezze, fragilità e dolori, le persone vivono la loro quotidiani-tà: storie diverse, ma unite da un filo coninterviste, duttore, quello
della quarantena. Dall’avvocato al medico, dalla coppia di sposi all’infermiera, dalla studentessa all’operaio, tutti affrontano un pe-riodo altamente incerto. Ma tra le difficoltà dei distanziamenti socia-li, tra le ore passate al telefono, in ospedale, in famiglia, in isolamen-to sociale, traspare la ricerca con-tinua di sostenersi a vicenda, di te-nere salda la speranza.
Attore del film, ma senza recitare. <<<<Non ho alcun contratto cinema-tografico con la casa di produzione né sono mai andato sul set preci-sa De Donno perché non è quello il mio obiettivo professionale. Nel film ci saranno spezzoni di mie di filmati realizzati in ospedale du-rante l’emergenza sanitaria. Il mio contributo è quello di portare la te-stimonianza dei medici Covid in questo periodo drammatico». Insignito di recente della cittadinanza onoraria dal Comune salentino di Lequile, che a breve gli conferirà
WORE
altri riconoscimenti, il primario aggiunge: <<Sarei contento se questa mia testimonianza servisse a tenere alta l’attenzione su questo mondo Covid e sul sacrificio di tutti gli operatori sanitari».Nel film, girato prima che si concludesse il protocollo di ricerca, al suo plasma iperimmune non è sta-ta data alcuna parte. De Donno non fa drammi: a lui, infatti, basta il fatto che sia sempre più realtà.
Corriere del Mezzogiorno (Puglia) 28 Jun 2020 (11)
Il dottor Giuseppe De Donno è primario di Pneumologia a Mantova

Il mattino quotidiano nazionale Domenica 20 Luglio 2020 trascrizione articolo
<<Quarantena live», il primo film girato (e finito) durante i giorni del lockdown
di Alessandra Farro
1 primo film girato interamente durante il lockdown, rispettan-do le norme del decreto del 9 marzo: Quarantena live the film di Giuseppe Aquino, prodot to da Caravan Films Rome, girato proprio dal 10 marzo fino alla fine di maggio.
Tutto avviene tramite videocon
ferenze, telefonate, sistemi wi-fi e Innovazioni tecniche per la produ-zione e post-produzione che il regi sta aveva gia studiato per il film, an-cora in lavorazione, «Un uomo buo-noviaggio di sola andata». Scritta in tre giorni, la pellicola racconta le vi te di alcuni amici del regista duran te la pandemia, centrale la vicenda di due neosposi che dovevano parti re in viaggio di nozze durante il pe riodo di reclusione.
Ogni racconto è tratto da una storia vera, ma con libertà… poeti che», spiega Aquino, «Gli sposi si sono sposati qualche settimana prima del lockdown, ma mi hanno dato l’idea di ricamare sul loro ma-trimonio. Gli interpreti non sono at-tori, ma musicisti, Viviana Renzied Eugenio Causarano, e hanno usato
loro vestiti del viaggio di nozze. A comporre la trama, ci sono tutte le famiglie che ruotano intorno al lo-ro matrimonio: “Quarantena live” racconta paure vere per un futuro incerto, un cambiamento epocale all’interno delle persone grazie a un microbo minuscolo che ha messo al tappeto le nostre vite, portandoci tutti allo stesso livello.
UNA STORIA (QUASI) VERA TRA SISTEMI WI-FI E INNOVAZIONI TECNICHE PER LA PRODUZIONE E LA POST-PRODUZIONE
Scegliere degli attori non profes sionisti, continua il regista, è stata una conseguenza di chi mi trasmet teva qualcosa, più che una scelta. Il lockdown sembrava un impedi-mento insormontabile per girare un film: Per me l’arte deve essere utilizzata per il sociale, così ho pen-sato di dover realizzare qualcosa in questo momento. Avevo già inizia to uno studio su come poter affron-tare delle riprese da remoto, ero av vantaggiato. Avevo sperimentato sistemi per la regia a distanza per un altro film, poco prima che scop-piasse la pandemia. A questo pun-to, sono state interrotte le riprese di quel film e lo avevo tutto il materia-le di studio e regia a distanza, più
l’idea dei miei amici neosposi. Non ho realizzato da remoto solamente la regia, ma tutti i reparti, tranne gli operatori, si sono mossi in concerto con mein smart working, dai costu misti agli scenografi, dal reparto tecnico agli attori. Abbiamo messo su una produzione che, in un mo-mento in cui il mondo del cinema era fermo, ha dato lavoro a tanti.
Intanto, la clausira è finita, il cine masta ripartendo, ma poco alla vol ta e l’approdo, in sala o in piattafor ma o magari prima nei festival, di un film piccolo e particolare come Quarantena live è ancora tutto da inventare.



Intervista al regista Giuseppe Aquino a LABTV

Quarantena live,il film del regista Giuseppe Aquino
Si intitola “Quarantena live” il film diretto dal regista Giuseppe Aquino
Intervista al regista Giuseppe Aquino a RAI NEWS 24

Quarantena live – the film in gara a Venezia
LʼETRURIA


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Roma Sette uscito Domenica 21 Febbraio 2021 Anno XLVIII numero 7

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Intervista al regista Giuseppe Aquino per il Film “In Famiglia!” parte 2 su NSL TV e in chiaro Sky
Intervista al regista Giuseppe Aquino per il Film “In Famiglia!” parte 1 su NSL TV e in chiaro Sky

La diocesi di Roma con Giuseppe Aquino per la prima volta progetta un film per la sensibilizzazione

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Leggi l’intervista sul sito dell’UNIVERSITA’ STATALE DI BENEVENTO

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LINK FONTI DIOCESI

«L’altra infanzia», il docu-film che punta a Cannes
Il regista Giuseppe Aquino racconta l’infanzia vissuta nelle strettoie economiche delle famiglie disagiate. «Quasi un milione e mezzo di bambini vive nella povertà assoluta»
CORRIERE DELLA SERA

APPELLO DI GIUSEPPE AQUINO IMPORTANTE SUL MENSILE.IT

IL MENSILE IL GIORNALE DI ROMA
L’altra infanzia di Giuseppe Aquino: appello all’azione concreta verso i bambini
Ho avuto il privilegio di assistere da vicino ad alcuni momenti di lavorazione di questo film sul tema della povertà delle famiglie italiane – condizione estremamente dolorosa per il nostro paese – ma che va ben oltre, affrontando il profondo dissesto provocato da una diagnosi molto frequente fatta ai bambini dei medesimi nuclei familiari: ovvero, un’intolleranza al latte vaccino abbinata all’assenza di latte materno e quindi la necessità inderogabile di acquistare costosi prodotti sostitutivi.
Il film è tratto da una storia vera e la struttura del docu/film si appoggia sui dati relativi a povertà assoluta e povertà relativa in Italia, CONTINUA A LEGGERE SUL MENSILE.IT
Intervista al regista Giuseppe Aquino a LAB TV per il Film “Quarantena live e il progetto 7903”

Ars Per Omnia Saecula, art film di Giuseppe Aquino: «Un omaggio ai “visionari”» –

Intervista al Regista Giuseppe Aquino trasmissione Orlando Curioso sul film Quarantena live e sul suo ultimo film Amore e Giuramenti
Intervista al regista Giuseppe Aquino a LAB TV per il progetto “Massalubrense arte e cultura”
Conversazione con Giuseppe Aquino – PERIODICO NAZIONALE DI INFORMAZIONE, ATTUALITA’ E CULTURA
WWW.ILMENSILE.IT

Dalle cure sperimentali al ciak: De Donno anche attore in un film
GAZZETTA DI MANTOVA

De Donno nella parte di se stesso in “Quarantena Live”: il primo film sul lockdown
IL PRIMATO NAZIONALE

IL DOTTOR DINO BRUNO E’ IL NUOVO PRESIDENTE DEL ROTARY CLUB SALERNO EST
GAZZETTA DI SALERNO, IL QUOTIDIANO ON LINE DI SALERNO

“Quarantena Live – The Film” – Pontelandolfo News
PONTELANDOLFO NEWS

Anni /2000 ARTICOLI/STAMPA
“I MIEI LAVORI DI REGIA CON CARLO DELLE PIANE”
Rai 1 al TG per “Il bello del cinema italiano” di Giuseppe Aquino con Carlo Delle Piane











https://vimeo.com/629913257
Giuseppe Aquino Regista



Giuseppe Aquino Regista




Giuseppe Aquino Regista












Il bello del cinema italiano secondo Delle Piane
LA STAMPA
Intervista al




